Un’idea di libertà

Torna il Festival della Lentezza e, come ogni anno, si ripropone il consueto armamentario di risposte e atteggiamenti in cui incorro raccontandone.

Alla curiosità iniziale, infatti, si accompagna quasi sempre una sorta di rimpianto preventivo. “Magari poter essere lenti”. “Impossibile, la mia vita è un grande caos”. “Sarebbe bello, ogni tanto, fermarsi”.

Il Festival non ha certo la pretesa di essere la cura di una delle più diffuse malattie del nostro tempo. E nemmeno l’antidoto. Semmai cerchiamo di rappresentare una di quelle porte che non si usano quasi mai. Siamo l’uscita di emergenza in fondo al cinema, la luce che ci lasciamo distratti alle spalle quando entriamo a tutta velocità in una galleria.

Il Festival è una possibilità, e in quanto tale la sua forza è dirompente, perché dimostra che in fondo si può trasformare quel rimpianto in stile di vita alternativo. Non è soltanto una manifestazione culturale, ma un’idea di libertà. Proprio così. Liberarsi dal ricatto della fretta e dell’affanno, portandosi a casa soluzioni e spunti per trasferire il cambiamento dalla teoria alla quotidianità.

Quest’anno parleremo di cammino. Dei diversi modi di camminare. Si parlerà del cammino interiore di ciascuno di noi, ma anche del cammino della fuga con gli esempi di accoglienza e integrazione che porteremo a Colorno (PR) dal 16 al 18 giugno. Ci sarà spazio anche per il cammino del viaggio legato al turismo, con la vetrina dei borghi virtuosi e molto altro ancora.

Ci saranno concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e performance di danza. Sarà una tre giorni di laboratori e di corsi di formazione, momenti ricreativi e letture animate. Soprattutto, si potrà stare insieme, senza l’ansia di un giudizio o di un appuntamento mancato. Per contaminarsi e ripartire, con quella giuste dose di curiosità che ci spingerà a scoprire cosa si nasconde fuori dalla galleria.

Il programma del festival e tutte le informazioni sono sul sito: www.lentezza.org.