Via col vino

La vigna è fatta anche di questo, un miele dell’anima, e qualcosa nel suo orizzonte apre plausibili vedute di nostalgia e speranza. (Cesare Pavese)

Uno dei cavalli di battaglia di Gino Veronelli, indimenticato patriarca dell’enogastronomia italiana, è sempre stata l’espressione “camminare le vigne”.

Effettivamente, entrarvi con chi le coltiva e se ne fa custode, calarsi in un frammento di vita di chi segue il tempo delle stagioni è un’esperienza emotiva e formativa di profondo impatto.

Il “bevitore scelto”*, ovvero colui che applica nel quotidiano le doti di curiosità e ingegno del gusto in senso ampio, l’istinto del saper viaggiare e una (relativa) sobrietà dell’approccio nei confronti del vino, è qualcuno che appassionandosi alla materia vinosa sente forte il richiamo della vigna come luogo di sosta, scoperta, riflessione e riconciliazione, ai confini del terapeutico.

Andar per vini a passo lento, su e giù per la Penisola, significa scoprire entroterra sottovalutati e innumerevoli Italie in miniatura, di una bellezza rara e sconcertante.

Al grido di “UBI MINOR MAIOR CESSAT”, una piccola rivoluzione culturale prende forma, anche sulla tavola e nel bicchiere: l’Italia Minore – quella dei paesi, dei paesaggi e dei continui spaesamenti, quella delle vigne lungo le antiche strade dei pellegrini o le vie romane dimenticate e poi ritrovate, quella delle persone che vivono a contatto con la terra, quella delle bottiglie buone ma poco famose – è la più bella che ci sia.

Parola di contachilometri (350.000 di continui viaggi per vigne, dato ultimo) di un oste girovago con un po’ di terra secca sui tappetini della monovolume e sotto le suole degli scarponi.

* libera traduzione del titolo di “Optimus Potor”, coniato dal grande scrittore Paolo Monelli (“O.P. ossia Il Vero Bevitore”, Longanesi, Milano 1963), altra colonna della letteratura enogastronomica italiana.

Sabato 17 giugno alle 18 e domenica 18 giugno alle 12, presso l’Appartamento del Principe al Piano Nobile della Reggia di Colorno, “Via col vino”, Camminando di palo in frasca lungo i filari

di quell’unico grande vigneto chiamato Italia, in compagnia di alcune autorevoli Guide [ * non quelle che danno i voti, bensì quei Maestri del passato che di vino ne hanno bevuto e scritto con Amore ].

Per partecipare occorre iscriversi: festivalentezza@gmail.com. Contributo simbolico: € 12,00