Cosa tiene accese le stelle

Smontare il mondo e rimontarlo, un pezzo alla volta. Togliere e aggiungere. Battere e levare. Come bravi architetti della tensione emotiva. O come fabbri del desiderio. Calpestare nuove strade senza scordare chi siamo, spronati dalla nostalgia del futuro. Andare oltre, anche. Ai pregiudizi e alle paure. Oltre a tutta questa rabbia che ci paralizza. Avere cura di scrivere una storia diversa.

Che bello sarebbe possedere una scala lunga quel tanto che basta per raggiungere il cielo. Appiccicarcisi e dare un’occhiata. Vedere cosa nasconde la luce. Ostinata, e inviolabile. Toccare il motore dell’immaginazione. Aiutare a riavviarlo. Farsi pistone, ingranaggi. Per un’alfabetizzazione sentimentale di massa. Imparare a resistere dentro uno spazio più giusto. In uno spazio più onesto.

Non è un interruttore. E nemmeno una speranza. Cosa tiene accese le stelle è la riscossa di chi intende ostinato provarci. La moltiplicazione popolare dei sogni. La sfacciata convinzione che le cose possano cambiare. Dicono che per cambiarle, le cose, serva radicalità. E coraggio da vendere. E braccia che sanno accogliere.

Occorre ricominciare daccapo. Sapendo che proveranno a fermarci, ma che non ci saranno riusciti. Noi, partigiani del tempo, liberi dall’ingombro del presente.