Il Festival della Lentezza, il laboratorio di buone pratiche dei Comuni Virtuosi

Il Festival della Lentezza, il laboratorio di buone pratiche dei Comuni Virtuosi

19 aprile 2018

Dal 15 al 17 giugno 2018 nella Reggia di Colorno (PR), 3 giorni di eventi ed incontri sul tema “coltivare”, per migliorare la qualità della vita delle persone e delle comunità.

Era il 2005 quando nella sala consiliare di Vezzano Ligure, in Provincia della Spezia, gli amministratori di quattro comuni italiani decisero di unire forze, obiettivi e talenti, per diventare Comuni Virtuosi. Monsano, in provincia di Ancona, Melpignano, in provincia di Lecce, Vezzano Ligure e Colorno, nella provincia di Parma, scelsero di fare rete per diventare piccoli laboratori di buone pratiche ambientali, all’insegna di una gestione sostenibile dei territori. Nacque così l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, che oggi può contare su oltre 100 comuni e comunità, che da nord a sud dello stivale, dai più piccoli centri di 300 abitanti fino ai più grandi che arrivano a 50mila, condividono la missione di studiare, progettare, immaginare nuove iniziative per migliorare lo stile di vita della popolazione, tutelare l’ambiente come fonte di cambiamento, puntando sulla partecipazione attiva della cittadinanza. Dalla necessità di un confronto aperto tra comunità partecipative è nato nel 2015, a 10 anni di distanza dalla formazione dell’associazione Comuni Virtuosi, il Festival della Lentezza, che quest’anno si svolge dal 15 al 17 giugno 2018 nella splendida Reggia di Colorno, circondata da preziosi giardini.

Marco Boschini, che ai tempi della creazione dell’associazione era consigliere comunale al Comune di Colorno, è stato uno degli amministratori che ha fatto da apripista alla collaborazione tra gli enti. Ha creduto e crede nella necessità del confronto e dello scambio tra chi ha sperimentato politiche valide per il proprio territorio – dal funzionamento del sistema di raccolta differenziata alla mobilità sostenibile, dal recupero di terreni in disuso per farne agricoltura biologica a nuovi metodi urbanistici che preservino il suolo – con la possibilità di replicarle in altre zone d’Italia. “Siamo partiti dai temi ambientali – spiega Marco Boschini, che oggi è coordinatore dei Comuni Virtuosi e direttore artistico del Festival della Lentezza – per arrivare alle politiche per l’inclusione sociale, l’accoglienza, la cultura, lo sviluppo territoriale”.

Buone pratiche che sono protagoniste del Festival della Lentezza, luogo di dialogo e contaminazione tra amministratori e cittadini, provenienti da ogni angolo d’Italia per conoscere e scoprire come poter rendere migliore la propria vita e quella della propria comunità. Il filo conduttore è la riappropriazione del tempo, sottolinea Marco Boschini, “che indica sia la necessità di non lasciarsi sopraffare dalla velocità nel progettare il futuro di un territorio, ma di farlo con la giusta attenzione, studio e competenza, e sia di ripensare al rapporto quotidiano che abbiamo con il tempo. Un rapporto complesso e conflittuale, che può essere modificato. Siamo biologicamente portati alla lentezza, ma le nostre vite sono frenetiche. Si fa tutto con inquietudine, affanno, nella rincorsa continua di qualcosa. Il Festival della Lentezza è un modo di ragionare su questo, partendo dalle esperienze dei singoli e delle comunità, per dare alternative e migliorare la qualità della vita”. Ogni anno, il festival dà spazio ad una parola chiave, che fa da spunto di riflessione. Quest’anno si tratta della parola “coltivare”: il cibo, l’agricoltura, la memoria, la bellezza, la creatività, la libertà. Nei 3 giorni della manifestazione sono previsti circa 40 eventi, tra cui incontri, presentazioni di libri, spettacoli, documentari, laboratori per adulti e bambini, stand dei comuni virtuosi e spazi per artigiani sostenibili. E poi concerti, conferenze e momenti speciali con ospiti come Samuele Bersani, Umberto Galimberti, Erri De Luca, Cecilia Strada, Paolo Fresu. Tutta la manifestazione è ad ingresso libero, in modo che abbia la massima accessibilità per grandi e piccoli.

Tra i protagonisti, inoltre, i sindaci dei comuni virtuosi che stanno mettendo in pratica esperienze di cooperative di comunità, esempi di inclusione ed innovazione sociale. Melpignano è stato uno dei primi centri a puntare sulle energie rinnovabili, attraverso una cooperativa di comunità che ha visto l’impianto di tetti fotovoltaici e che oggi si occupa anche di distribuzione dell’acqua, gestione di mense scolastiche ed altri servizi. Viccari, in provincia di Foggia, lavora per riattivare la ricettività turistica slow, di qualità e sostenibile. Castel del Giudice, in provincia di Isernia, ha creato la prima cooperativa di comunità agricola del Molise, che dà lavoro a giovani del territorio, includendo famiglie di migranti. Malegno, in provincia di Brescia, sta recuperando terreni demaniali inutilizzati per dare spazio a nuove coltivazioni.

L’agricoltura e il cibo sono al centro del dibattito del Festival della Lentezza e sono fulcro della necessità di un cambiamento che si lega al destino del pianeta. Molto importante sarà dunque venerdì 15 giugno la cena anti-spreco, preparata con alimenti recuperati, il cui ricavato – in termini di introiti in quanto sarà a pagamento – sarà donato al Comune di Colorno, per le famiglie bisognose. A fine cena, don Fabio Corazzina approfondirà il tema dello spreco alimentare, dando indicazioni su come si può cambiare.

È un cantiere di sperimentazione il Festival della Lentezza e la rete dei Comuni Virtuosi, il cui fine ultimo, spiega Marco Boschini, che ci ha creduto fin dall’inizio, “è quello di condizionare e farsi condizionare dalle buone pratiche applicate nelle comunità italiane, per riproporle nei propri territori e nella propria quotidianità”. Il festival non è solo un evento, ma lo spazio in cui trovare spunti e stimoli per cambiare la propria vita, dal singolo alla comunità.

Il Festival della Lentezza è organizzato in collaborazione col Comune di Colorno e con il patrocinio di Mibact, Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Università dell’autobiografia di Anghiari, Slow Food, Legambiente, Borghi Autentici d’Italia, e l’organizzazione del gruppo di volontari dell’Associazione Turbolenze di Parma. Il Festival potrà contare su media partner come RAI CULTURA, ALTRECONOMIA, Radio Popolare e “Buone notizie. L’impresa del bene”, inserto del Corriere della Sera dedicato al Terzo Settore.

 

Scritto da: Adelina Zarlenga