Arpe magiche

Arpe magiche

3 maggio 2018

Coltivare il linguaggio universale della musica nelle nuove generazioni, E' questo ciò che si cela dietro l'appuntamento "Le arpe magiche" in programma domenica 17 giugno alle 17 nella Reggia di Colorno.

Abbiamo chiesto ad Alice Caradente di raccontarci questa bellissima esperienza.

Ci racconti del progetto legato alle Arpe magiche?

Il progetto, nato alcuni anni fa, offre ai ragazzi che si accostano allo studio dell’arpa di condividerne il repertorio e scoprire  il piacere di suonare in pubblico insieme (l’unione fa la forza!). Suonare con gli altri è, a mio avviso, il più potente tra gli aspetti importanti dello studiare musica: preparare un concerto sprona i ragazzi ad essere preparati ed autonomi, motiva lo studio a casa, favorisce un sano scambio umano.

Inoltre i ragazzi, per poter arrivare ad esibirsi, devono passare insieme i pomeriggi di prove, i pomeriggi dei concerti, che scorrono tra musica, merende e risate (con i cellulari nel dimenticatoio, una volta tanto!). Insomma, al di là del momento dell’esecuzione, il progetto è costruito sui ragazzi, per dar loro modo di trovare nella musica un importante momento di crescita.

L’arpa è uno strumento magico e ingombrante, che si fa notare. Come si accostano i bambini e i ragazzi all’apprendimento della musica?

L’arpa è uno tra gli strumenti più antichi e probabilmente ha un che di magico e ancestrale insito nella vibrazione delle numerose corde.

I bambini ne restano spesso affascinati, sia dal suono che dall’impatto visivo: il fatto che sia uno strumento grande, colorato, che solo sfiorandone le corde suoni, li rapisce. 

Ne esistono di diversi tipi e dimensioni : lo strumento “cresce” insieme ai bambini, che iniziano con le piccole arpe celtiche a 24/27 corde, crescono con quelle a 34/38 corde, approdando poi alle arpe a pedali. La musica inizialmente per i bambini è un gioco, ma con regole precise: dal gioco diventa piacere di suonare e si trasforma in un vero e proprio studio.

Ci racconti, se puoi, cosa accadrà al Festival durante la vostra performance?

Senza svelare troppo, vi anticipo che saranno presenti tantissimi giovani arpisti accompagnati dalle loro arpe, che in un primo momento saranno immerse nella natura e ne sottolineeranno la bellezza, per concludere in un concerto che vibrerà all’unisono con gli alberi secolari del parco della Reggia di Colorno.

Vi aspettiamo!