Il futuro è oggi

Il futuro è oggi

8 maggio 2018

Tra gli ospiti di questa quarta edizione vi raccontiamo oggi il bel libro "L'agricoltura è sociale" scritto da Roberto Brioschi, attivista della terra e membro della Rete dei semi rurali. Lo abbiamo intervistato nei giorni scorsi. Ecco cosa ci ha detto.

1) Partiamo dal termine COLTIVARE, e dal significato che la parola “abad” ha nell’ebraico antico…

Premessa: per Agricoltura, meglio per Agricolture, si intende quella contadina, di chi possiede, abita e lavora la terra per produrre il cibo della comunità, avendo ricevuto secolare delega dal cittadino a farlo ed a detenerne la conoscenza ed a trasmettere il valore sociale del cibo.

L’agricoltura è la sapienza acquisita e declinata dalle/nelle civiltà dei popoli e posta al servizio della cura della Natura in un rapporto sinergico con le risorse disponibili, da non depauperarsi, al fine di garantire la sovranità alimentare ad ogni generazione. Una cura che si realizza coltivando una relazione ove l’uomo riconosce la biodiversità del mondo nella eguaglianza delle sue componenti -flora, fauna, homo faber-: è un coltivatore che non si appropria, non sottrae ma ri-costruisce e perpetua generando l’armonia del cultivar con il bosco e la selva, la pianura con il monte. L’ homo faber è il manutentore del mondo: abad, mai codino.

2) Da dove nasce l’idea di un libro che affronta il tema dell’agricoltura sociale?

L’agricoltura genera e richiede la conoscenza del ciclo intero del ritmo delle stagioni, del tempo, delle coltivazioni: l’uomo reimpara a camminare e respirare con il cosmo, a farne parte; acquisisce la consapevolezza dei mezzi e dei fini del suo lavoro, ne percepisce pienamente il senso e l’utilità sociale: si reimpossessa del sapere; l’ agricoltura richiede ad ognuno di operare secondo le proprie capacità in filiera di comunanza con il lavoro di tutti gli altri, diviene costruttrice di rapporti di eguaglianza tra diversi replicabile per tutta la organizzazione sociale. Dalla metà degli anni 70’ il ri-sorgere delle agricolture contadine ha generato risposte a coloro i quali chiedono di recuperare il senso ed il valore del sé e dell’altrui ma si è anche rivelata esempio e contaminazione per spin off e start up di nuove professioni. Ne danno prova alcuni degli esempi riportati nel libro.

3) L’agricoltura è una questione di tempo. Perché è così importante recuperare un modello di agricoltura sostenibile e di comunità?

La società fluida si basa sulla abolizione di ogni temporalità, un continuum del presente che annulla la memoria e la percezione del futuro; realizza la monadizzazione (Liebniz insegna) della vita e delle attività umane, pur nella perpetua connessione del web; rapporti e relazioni che non necessitano del conoscersi, non abbisognano di alcun scambio reale: ad esempio, “amico” per un greco antico significava il guardarsi in faccia, l’esser posti innanzi l’uno all’altro, per Facebook significa invece fare click su di una metafora dell’essere, una parvenza immateriale. “L’artificiale” diventa l’unica realtà percepita e concepita, quindi “naturale”. In antitesi, le agricolture contadine reintroducono il confronto e la relazione con il pianeta, il mondo reale, restituiscono ruolo e senso alla vita di cui si è in grado di determinare e controllarne atti ed effetti,  pone in essere la riedificazione delle comunità umane ove le relazioni sono paritetiche hanno un valore d’uso e non sono basate sulla Economia che se ne può ricavare, ove ognuno ha un ruolo a secondo delle capacità ma si vede restituito ciò di cui abbisogna (nella Economia, il profitto ricavato è la conseguenza necessaria  alla sottrazione subita da una delle parti che effettua lo scambio). Si pensi agli esempi, solo superficialmente all’opposto,  di Trieste ove sono i diversamente abili a prendersi cura, nuovi abad, della città, oppure alle filiere di Palermo che mixano l’agroalimentare con gli informatici, i musicisti di avanguardia, gli specialisti della comunicazione dei media: sono filiere di comunanza di contenuti che i diversi soggetti sociali riproducono nelle proprie specificità con differenti strumenti e creano così nuove comunità.

4) Il libro è pieno di esempi e di storie positive. C’è quindi speranza per il futuro?

Il futuro, ogni futuro, è  la continua ridefinizione del presente ad uno stadio superiore; gli esempi sono la prova che una Italia migliore è possibile poiché esiste già: il progresso non è l’opera dei pochi ma il risultato del concorso dei molti. Il futuro è oggi.

IL LIBRO

Quando e dove:

Sabato 16 giugno, presso l’Aranciaia (Piazzale Vittorio Veneto, Colorno). Dalle 14.30 – L’INCONTRO