La resilienza dell’orto

La resilienza dell’orto

23 maggio 2018

L’orto è una grande metafora della vita spirituale: anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata, richiede semine, irrigazioni, cure continue. Al Festival della Lentezza alcuni laboratori per imparare a farsi un orto in casa.

La resilienza, questo concetto fin troppo abusato, può essere accostato al tentativo di emancipare le persone dalla dipendenza ormai quasi assoluta da un centro commerciale?

Noi pensiamo di sì, per questo negli anni è crescita (e tanto) la parte laboratoriale del Festival della Lentezza. Per questo, in un’edizione che parla di cibo, agricoltura e coltivazione, non potevamo non inserire diversi spunti in grado di consentirvi di portare a casa qualcosa di concreto, strumenti pratici di cambiamento nella vita quotidiana.

Parliamo di orto, allora. Che si può fare e praticare in un bel pezzo di terra, ma anche nello striminzito balcone di un piccolo appartamento. Serve il pollice verde, un po’ di pazienza e qualche buon consiglio. Al Festival della Lentezza di quest’anno troverete questo e molto altro.

Si comincia sabato 16 giugno alle 17, nel secondo cortile della Reggia, con il laboratorio “Avvicinarsi all’agricoltura”, riflessioni sulla scelta di avere un orto, perché fare un orto, cosa e ci guadagniamo noi e chi ci sta vicino. Ai partecipanti sarà consegnato un piccolo gruzzolo di sementi non trattate con le quali dare vita al proprio orto.

Domenica 17 giugno, con inizio alle ore 10 nel secondo cortile della Reggia, spazio a “Come fare un orto domestico“, un’occasione per parlare di orti biologici, orti sinergici e orti biodinamici, di quali siano le differenze di tecniche colturali e di risultati.

Sempre sabato alle 17, in giardino, spazio a “L’orto dei bambini” (dai 4 anni), dove i nostri cuccioli impareranno a conoscere i cicli della natura e a riconoscere le piante.

L’orto è una grande metafora della vita spirituale: anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata, richiede semine, irrigazioni, cure continue e necessita di essere protetta, difesa da intromissioni indebite. L’orto, come lo spazio interiore della nostra vita, è luogo di lavoro e di delizia, luogo di semina e di raccolto, luogo di attesa e di soddisfazione. Solo così, nell’attesa paziente e operosa, nella custodia attenta, potrà dare frutti a suo tempo“. (Enzo Bianchi)