La musica del tempo

La musica del tempo

6 giugno 2018

Il nostro è un lavoro antico. Come l’agricoltore usiamo le mani. I nostri attrezzi sono di legno. Provengono da alberi tagliati secondo i cicli della luna. Il tempo ha stagionato le loro essenze, rendendole sonore. I cavalli hanno fornito i crini ai nostri archi. I montoni hanno armato le nostre corde. Noi cerchiamo antichi manoscritti. Studiamo il linguaggio segreto dei fiori e delle cose. Le Vipere Gentili al Festival della Lentezza.

Sonava con tanta eccellenza, che accoppiando alla dolcezza dell’armonia la quasi naturalezza delle parole rendeva poco meno estatici gli Uditori”. Così, nel 1694, Leonardo Cozzando scriveva a proposito di Biagio Marini, violinista e compositore bresciano attivo nella prima metà del Seicento, stagione nella quale il genere musicale del “trio” ebbe inizio e s’impose quale formazione cameristica prediletta. Due voci acute sopra un basso di fondamento rappresentano, per i musicisti dell’epoca, il modo più adeguato per congiungere un’espressività ispirata alla voce umana (e alla più seducente delle voci, quella femminile), un virtuosismo strumentale talora stupefacente ed il prezioso intreccio delle parti. Il concerto di oggi vuole riscoprire l’incanto di sonorità lontane ma vitali, attraverso opere di musicisti che si mossero in luoghi a noi vicini, in un viaggio musicale dal fascino sottile e penetrante.

In occasione della cena antispreco “La cucina degli avanzi“, venerdì 15 giugno dalle ore 20.00 ci saranno anche loro, “Le Vipere Gentili“, complesso cameristico specializzato in musica barocca, il trio “Le Vipere Gentili” è formato da Sarah Valentina Pelosi (violino), Federica Catania (violino) ed Elena Bacchini (viola da gamba). Abbiamo fatto loro qualche domanda.

Come nasce l’esperienza de Le Vipere Gentili?

Nasce dalla nostra passione e il nostro impegno per la riscoperta filologica della letteratura strumentale barocca.

Perché avete scelto proprio la musica barocca?

Perché la musica barocca, con le sue sonorità orecchiabili, evocative e magnetiche, permette più sinergia e interazione con il pubblico.

La musica (anche) come connessione tra passato e presente, anche per #coltivare la memoria, e la cultura. E’ così?

Il nostro è un lavoro antico. Come l’agricoltore usiamo le mani, i nostri attrezzi sono di legno, provengono da alberi tagliati secondo i cicli della luna. Il tempo ha stagionato le essenze rendendole sonore. I cavalli hanno fornito i crini per i nostri archi e i montoni hanno armato le nostre corde.

Cosa suonerete al Festival?

Suoneremo una serie di brani di autori che hanno lavorato prevalentemente in queste zone, nel periodo di tempo che va dalla metà del ‘600 a inizio ‘700. Il tipo di musica che suoneremo veniva suonata normalmente durante le cene dei nobili o in occasione di concerti privati da camera nelle corti principesche.

L’EVENTO AL FESTIVAL