Tutte le persone hanno il diritto di essere felici, e la felicità è l’obiettivo comune a cui tendere in quanto comunità.

Articolo 1

Il tempo non è un contrattempo, un fastidio, un oggetto. Ma un dono. Il tempo è un bene comune da tutelare, custodire, vivere ad ogni istante con la giusta dose di spensieratezza. E lungimiranza.

Articolo 2

Giocare, nella Repubblica Democratica della Lentezza, è l’unico dovere sancito dalla carta costituzionale. Senza competizione o premi a cui ambire. Ma come puro divertimento e piacere.

Articolo 3

Siate lenti, pazienti, curiosi. Prendetevi il tempo necessario per essere sempre in orario con gli affetti, e al posto giusto nel momento giusto in cui si incrociano le emozioni per cui vale la pena esistere.

Articolo 4

L’ozio non sia vissuto come un vizio o uno sbaglio a cui porre rimedio. Ma come una possibilità. Per voi, e per i vostri figli. A cui sia data l’opportunità di aver tempo da perdere, l’occasione di annoiarsi. Il brivido di scegliersi per una volta cosa fare e con chi.

Articolo 5

La Repubblica Democratica della Lentezza si fonda sui sorrisi e gli abbracci. Ogni cittadino ha diritto a riceverne un quantitativo minimo garantito, impegnandosi a sua volta a farsi donatore e moltiplicatore per le strade del mondo.

Articolo 6

Il Festival della Lentezza nasce intorno a questa Carta Costituzionale. L’ambizione degli ideatori è quella di mettere in discussione nientemeno che il nostro travagliato rapporto con il tempo, dandoci degli strumenti e delle opportunità di cambiamento possibile.

Presto. E’ ciò che ci insegnano fin da piccoli. Bisogna fare presto. Correre. Muoversi. Accelerare. Il mondo non aspetta, non ha tempo. Cresciamo accumulando ritardi, mentre un senso di colpa latente ci avvolge con una patina quasi impercettibile. La tecnologia, se usata male, non aiuta. Semmai accelera l’affanno, perché moltiplica la nostra connessione con un presente ininterrotto che non ammette, appunto, ritardi. A meno che non la si usi come un mezzo per agevolarci le incombenze quotidiane della vita, per abbattere barriere fisiche e virtuali.

Perché altrimenti il rischio è quello di perdere tutto. Perdiamo il tempo, prima di tutto. Esattamente ciò che serve per agganciarci al traino di un’esistenza felice. Proviamo a pensarci: le relazioni, il godimento delle cose terrene, la contemplazione del mondo intorno a noi. Tutto, ma proprio tutto, richiede tempo, e il tempo concede calma, serenità. Sposta l’asse terrestre della bellezza e rende degno il gioco di esserci.

Sostiene Milan Kundera come ci sia “un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio”. Questo festival nasce dall’idea di restituire a noi stessi quel tempo sottratto a cui abbiamo rinunciato, un giorno alla volta. Per prenderci cura del nostro passato e immaginare con freschezza un futuro ancora tutto da scoprire.

Il Festival della Lentezza è promosso dall’Associazione Comuni Virtuosi in collaborazione con il Comune di Colorno e si svolge ogni anno il terzo fine settimana di giugno presso la Reggia Ducale di Colorno (PR).