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15 maggio 2026

Crescere, la guerra
Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo

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Crescere, la guerra
Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo

Crescere, la guerra è uno spettacolo che intreccia voci e testimonianze vere, raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. Un viaggio teatrale, che ci costringe ad ascoltare ciò che spesso scegliamo di non vedere: il dolore degli altri.

Attraverso le parole di chi ha vissuto la guerra, lo spettacolo mostra come i semi dei conflitti futuri si annidino nell’inconsapevolezza del presente, nella distrazione di chi racconta senza cura, nella sordità dichi ascolta senza empatia. Una riflessione profonda sul tempo, la memoria e la responsabilità collettiva.

Perché ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere.

Di  Francesca Mannocchi
Con  Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo
Regia  Giorgina Pi
Musiche  Rodrigo D’Erasmo
Produzione  Elastica in collaborazione con Gemma Concerti e Bluemotion
Distribuzione  Gemma Concerti


Info: festivalentezza@gmail.com

Tutti giù per terra

Quando gioca, un adulto, si ricorda del mondo. Non ritorna bambino, rinasce. Gonfia il petto come un palloncino, e sale sulle spalle del tempo, che in silenzio si espande, rallenta, si placa. Si scioglie in un intreccio di passioni. È pura energia, filamento di sogni.

All’inizio è un groviglio di forse, di vedremo. Quando si apre il sipario pensa di essere fragile. Vulnerabile. Giusto un poco ridicolo. Ma gli ridono i muscoli, dentro, e non vuol darlo a vedere. Si ritrae, fino a quando un maestro di salti in pozzanghera o un profeta di ruba bandiera non lo prende per mano e lo sprona a far l’unica cosa che conta e che serve davvero: esser lì dentro l’attimo, a godersi il momento.

Quando gioca, un adulto, sente tutto, del mondo. Ha la terra ai suoi piedi. La intuisce, lo desta. Vibra ad ogni suo passo. È radici e pensiero. Ogni zolla è un canestro di stelle. Divaga, seminando l’affanno. Inciampa, e s’incanta. Ma com’è che è successo, di smarrire la via? Se lo chiede, scalzo, mentre un mago di lego gli consegna un castello in un regno di scherzi senza sudditi o dèi. Circondato da architetti di bolle e sapone.

Quando gioca, un adulto, sta svezzando il mondo. È una danza che spariglia le carte. Che scombina ogni cosa. Le trasforma. Quando gioca, un adulto, tutto intorno è stupore. I pianeti si allineano, e il popolo dei bimbi sperduti trova infine conforto.

Il pane è cotto in forno. È pronta la ciambella. Tutti giù per terra.

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